Menhir

Menhir

Sono misteriosi testimoni di antiche civiltà e sulle loro origini e funzioni si possono azzardare solo ipotesi. Alcuni storici fanno risalire l’origine dei menhir all’età neolitica, altri ad epoche più recenti. Il termine menhir deriva dalle parole di origine bretone men “pietra” e hir “lunga” e indica, infatti, un blocco di pietra, di forma allungata, infisso nel terreno e che può raggiungere un’altezza di svariati metri. In Europa i menhir sono diffusi, soprattutto, in Gran Bretagna, in Bretagna, in Sardegna ed in Puglia. Nella nostra regione sono conosciuti anche come “pietrefitte”. Sui menhir sono nate numerose leggende: la più conosciuta vuole che al di sotto di questi monoliti siano nascosti immensi tesori e per questo, ancora oggi, sono oggetto di atti vandalici. L’ipotesi più plausibile è che indicassero, almeno in Puglia, confini di proprietà o importanti percorsi viari.

A Sammichele sono presenti due menhir, il primo all’incrocio tra la provinciale Sammichele – Putignano con la vetus via Tarenti (Rutigliano – Monte Sannace – Taranto) ed ha un’altezza di circa due metri, il secondo è posto a qualche centinaio di metri, sempre lungo la vecchia strada per Taranto, in direzione Monte Sannace ed ha un’altezza di poco superiore ad un metro.